Mi sveglio alla "casa del campo" e mi preparo alla svelta per andare dalle amiche a fare i biscotti per la festa del pomeriggio.
Torno a casa che sono ormai le 12.30, proprio quando mia mamma esce per andare a pranzo da amici.
Salgo in camera e sul letto trovo la calza della befana!!
La "storica", "tradizionale" calza della befana! Un calzino lungo di mio papà, gonfiato di dolciumi fino a rappresentare una gamba nodosissima. E' un tuffo nel passato! Mentalmente mi risveglio nella "casa del campo" (nell'altra stanza però), rivivo l'entusiasmo di svegliare i miei fratelli e affacciarci a cercare con lo sguardo la calzona della befana ai piedi dei nostri letti.
Ci svegliavamo prestissimo, tutti gli anni!L a befana probabilmente aveva appena depositato la calza vicino ai nostri letti quando noi ci svegliavamo e carichi di entusiasmo correvamo sul lettone dei genitori ad aprire uno ad uno i pacchettini di dolciumi, giocattolini e monetine che la befana ci aveva regalato.
Si, perché la befana a casa nostra, non solo riempie le calze, ma rifascia ogni oggetto con la vecchia carta di Natale così la sorpresa è maggiore!
Lo "spoglio" della calza avveniva così: papà e mamma, appena svegliati da 3 bestie urlanti, ci osservavano inserire a turno la mano nelle rispettive calze , estrarne un pacchettino e aprirlo fra gli "Uuuhhh", e gli "Ooohhh", e i "Beeellooooo", e i "Buooonoooo" degli altri due. A giro, pian piano, avuotavamo le calze.
Seguiva la "contrattazione". Si andava sul tappeto in "saletta" o sulla moquette della sala, ognuno disponeva le proprie leccornie e poi si facevano i baratti: "3 caramelle mou x un kinder sorpresa, ci stai?" "Io offro questo cioccolatino, cosa mi date in cambio?" "Io ho le sigarette di cioccolato con la foto di Parigi, ma vorrei le tue con la foto di New York, scambiamo?".
..la mattina del 6 era dedicata a questo!
Alcuni anni oltre alla calza sotto il letto, trovavamo anche dei giocattoli fuori dalla porta della camera! Un anno c'era pure il trenino elettrico!
C'è stato un anno invece in cui la bafana ci ha fatto un bello scherzo! Ci siam sveglaiti e ai piedi dei nostri letti.. niente! "Mah? Man è passata proprio o deve ancora arrivare? Forse che sia in ritardo?". Cerca e ricerca le calze erano nascoste SOTTO il letto! Ma nascoste bene! .. si, però, non era il solito calzettone lungo! Della calza era riempito solo il piede! Personalmente ero un pò delusa della crisi economica della befana, ma poi fuori dalla porta abbiamo trovato altre calze, tutte belle piene! :) Che meraviglia! Rinoscoscerne il gemello e accoppiarli grazie al colore è stato facilissimo!
La calza che la befana mi ha portato quest'anno è azzurra! Ci ho trovato dolci, cioccolato, monetine e anche un monocolo! .. senza dimenticare ovviamente l'ovetto kinder sul tallone! :)
Sono proprio contenta che anche se ho 28 anni la befana mi abbia portato la calza!!! :)
mercoledì 6 gennaio 2010
mercoledì 16 dicembre 2009
..e lasciami sfogaaaare...
Sei come loro, sei la negazione della vita. Mi sembra inconcepibile potersi lasciarsi andare così. Ripeti senza sosta sempre le stesse parole, le stesse frasi, gli stessi gesti, le stesse abitudini.Le stesse vuote giornate!
Superiore a tutti e tutto, credi di essere padrone delle cose e invece sono quelle poche, pochissime cose che ti piacciono che sono le padrone tue!
Ti voglio bene ma non ne posso più di vederti così! Ho bisogno di vedere un po' di gioia, ho bisogno di entusiasmo di vivere ma non riesco a trovarlo intorno e faccio sempre più fatica a crederci.
Lo dico perché sono arrabbiata, sono delusa, sono intristita e a volte schifata, ma solo perché vi voglio davvero bene!!!
Come posso fartelo capire se le mie parole e i miei atteggiamenti non li ascolti e non li vedi mai? Se non ti chiedi mai perché io faccia così? O se, ancor peggio, lo capisci bene ma non ti importa?
Superiore a tutti e tutto, credi di essere padrone delle cose e invece sono quelle poche, pochissime cose che ti piacciono che sono le padrone tue!
Ti voglio bene ma non ne posso più di vederti così! Ho bisogno di vedere un po' di gioia, ho bisogno di entusiasmo di vivere ma non riesco a trovarlo intorno e faccio sempre più fatica a crederci.
Lo dico perché sono arrabbiata, sono delusa, sono intristita e a volte schifata, ma solo perché vi voglio davvero bene!!!
Come posso fartelo capire se le mie parole e i miei atteggiamenti non li ascolti e non li vedi mai? Se non ti chiedi mai perché io faccia così? O se, ancor peggio, lo capisci bene ma non ti importa?
giovedì 3 dicembre 2009
giovedì 19 novembre 2009
Clown
Sto frequentando un corso per animazione e giocoleria.
Fico! Almeno per gli incontri che ho già fatto. Abbiamo passato 2 giornate a giocare.
I due ragazzi che tengono il corso lavorano come pagliacci negli ospedali e nelle situazioni difficili. Prima di darci i rudimenti riguardo "il clown", hanno improntato molto la cosa sul teatro e la recitazione. Devo ammettere che all'inizio mi è costato abbastanza fatica.. ci facevano recitare ed improvvisare, ci hanno dato le maschere della commedia dell'arte e ci han detto di creare un'interpretazione della maschera. Ho capito che il teatro non fa proprio per me (come già sospettavo), però è stato bello "mettermi in gioco" e forzare un poco certi miei limiti.
Ma il bello per me è stato verso le ultime ore. Ci hanno insegnato a fare qualche figura coi palloncini, qualche magia..e ben poco di giocoleria. Ammetto che tante cose le sapevo già fare ma qualcosa era una novità anche per me e comunque sono sempre belle cose!! :)
Poi abbiamo iniziato ad indossare il naso rosso.. Santo ci spiegava la scena schietta, pulita e a turno la si doveva interpretare.
Questa la gag fra due clown motivo del mio post:
Il primo clown entra in scena, e con grande fatica porta nel centro della sala 2 sedie legate con una lunga corda, inizia a sistemare la fune dell'equilibrista allontanando le sedie per tenderla bene ma inevitabilmente ogni sedia cade ogni volta che l'altra viene messa in piedi.. in tutto ciò il clown aumenta sempre più la velocità di corsa fra una sedia e l'altra per sistemarle e più corre più fa danni.
Nel frattempo entra in scena il secondo clown che lo guarda con superiorità e disprezzo e lo incita a sbrigarsi mentre lui inizia a fare riscaldamento per poi camminare sulla fune.
Finalmente le sedie sono sistemate e la fune viene tirata per bene. Mentre il pagliaccio equilibrista si prepara, l'altro, di nascosto, lo prende in giro davanti al pubblico. Finalmente il momento topico: l'equilibrista sale sulla sedia pronto a mettere il primo piede sulla fune quandoooo.. se la fa sotto e scappa. Dopo lungo convincimento da parte dell'altro, torna sulla sedia tremando ancora per la paura, alza il piede e.. lo rimette giù intimorito.
Sguardo d'intesa fra i clown, e l'assistente sorridendo al pubblico e cercando di non farsi notare avvicina pian piano le sedie, mentre l'acrobata lo incita ad avvicinarsi sempre di più. Le sedie sono mai a brevissima distanza e la corda tocca terra completamente.
La gag si conclude con il clown acrobata che , aiutato dall'amico, cammina sulla corda e tutto felice sale sulla sedia opposta incitando il pubblico a fargli un grande applauso.
Ne escono scenette divertentissime, seppur nessuno di noi sia un comico.
Santo ci svela come essere bravi clown:
"Il trucco sono 2 soli ingredienti: voglia di divertirsi e complicità"
Fico! Almeno per gli incontri che ho già fatto. Abbiamo passato 2 giornate a giocare.
I due ragazzi che tengono il corso lavorano come pagliacci negli ospedali e nelle situazioni difficili. Prima di darci i rudimenti riguardo "il clown", hanno improntato molto la cosa sul teatro e la recitazione. Devo ammettere che all'inizio mi è costato abbastanza fatica.. ci facevano recitare ed improvvisare, ci hanno dato le maschere della commedia dell'arte e ci han detto di creare un'interpretazione della maschera. Ho capito che il teatro non fa proprio per me (come già sospettavo), però è stato bello "mettermi in gioco" e forzare un poco certi miei limiti.
Ma il bello per me è stato verso le ultime ore. Ci hanno insegnato a fare qualche figura coi palloncini, qualche magia..e ben poco di giocoleria. Ammetto che tante cose le sapevo già fare ma qualcosa era una novità anche per me e comunque sono sempre belle cose!! :)
Poi abbiamo iniziato ad indossare il naso rosso.. Santo ci spiegava la scena schietta, pulita e a turno la si doveva interpretare.
Questa la gag fra due clown motivo del mio post:
Il primo clown entra in scena, e con grande fatica porta nel centro della sala 2 sedie legate con una lunga corda, inizia a sistemare la fune dell'equilibrista allontanando le sedie per tenderla bene ma inevitabilmente ogni sedia cade ogni volta che l'altra viene messa in piedi.. in tutto ciò il clown aumenta sempre più la velocità di corsa fra una sedia e l'altra per sistemarle e più corre più fa danni.
Nel frattempo entra in scena il secondo clown che lo guarda con superiorità e disprezzo e lo incita a sbrigarsi mentre lui inizia a fare riscaldamento per poi camminare sulla fune.
Finalmente le sedie sono sistemate e la fune viene tirata per bene. Mentre il pagliaccio equilibrista si prepara, l'altro, di nascosto, lo prende in giro davanti al pubblico. Finalmente il momento topico: l'equilibrista sale sulla sedia pronto a mettere il primo piede sulla fune quandoooo.. se la fa sotto e scappa. Dopo lungo convincimento da parte dell'altro, torna sulla sedia tremando ancora per la paura, alza il piede e.. lo rimette giù intimorito.
Sguardo d'intesa fra i clown, e l'assistente sorridendo al pubblico e cercando di non farsi notare avvicina pian piano le sedie, mentre l'acrobata lo incita ad avvicinarsi sempre di più. Le sedie sono mai a brevissima distanza e la corda tocca terra completamente.
La gag si conclude con il clown acrobata che , aiutato dall'amico, cammina sulla corda e tutto felice sale sulla sedia opposta incitando il pubblico a fargli un grande applauso.
Ne escono scenette divertentissime, seppur nessuno di noi sia un comico.
Santo ci svela come essere bravi clown:
"Il trucco sono 2 soli ingredienti: voglia di divertirsi e complicità"
sabato 10 ottobre 2009
Abbraccio
Anche se fisicamente sono lontanissima e non posso raggiungerti ti sono veramente vicina, ma proprio tanto. Ho il pensiero fisso a te e non immagini quanto sia profondamente ferita di non poter essere con te in questo momento, e non poter ricambiare quel calore che mi avevi dato quando in difficoltà ero io.
Certi gesti non si scordano mai, ci sei sempre stato per me nei momenti importanti e io oggi non ci sono.
Te ne chiedo infinitamente perdono.
Certi gesti non si scordano mai, ci sei sempre stato per me nei momenti importanti e io oggi non ci sono.
Te ne chiedo infinitamente perdono.
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