Ci sono state nell'ultimo mese due persone con cui ho trascorso qualche semplice ora a parlare. Si è trattato di quel genere di discorsi che ritengo "reali", quelli che,non senza un poco di fatica, tirano fuori qualcosa di noi che generalmente non riesce facilmente a trasparire.
Come spesso mi accade il mio ruolo è stato principalmente quello di ascoltatrice, ma le parole della persona che avevo di fronte avevano una grande risonanza dentro di me. Era come se i miei pensieri stessero uscendo in quel momento dalla bocca di un'altra persona. Mi soprendeva sentire con quale abilità venivano spiegate emozioni che io stessa provavo ma non avrei saputo come esprimere.
Sentivo una sensazione di vicinanza e completa sintonia nell' ascoltare le difficoltà di chi deve compiere delle scelte che sembrano troppo grandi ed impegnative per essere affrontate senza che la mente e il cuore le riportino in superficie quotidianamente. Provavo invidia portata quasi ad ammirazione nei confronti di chi alla vita ha deciso di sorridere ed in cambio sembra aver trovato una serena felicità; chi riesce a trovare un motivo di gioia in ogni più piccola cosa.
Ripenso molto spesso a questi due differenti dialoghi, hanno davvero smosso qualcosa dentro di me.
Ho pensato di rimettermi un pò in gioco, di rivalutare anche alcune mie opinioni, senza abbandonarle , ma forse con più disponibilità a metterle in dubbio, a criticare loro e me. Non credo in realtà di avere mai escluso il dubbio ddai miei ragionamenti nè di essere stata chiusa nelle valutazioni, ma sicuramente adesso lascio trascorrere maggior tempo prima di dare valutazioni o trarre conclusioni. Credo che mettere in dubbio le proprie idee non sia sbagliato, può darsi che mi permetta di trovare degli errori nel mio modo di pensare, come può essere invece che rafforzi ancora maggiormente le mie convinzioni, dal momento che non sono nate dal nulla.
venerdì 25 aprile 2008
Aurora Parmigiani
Oggi sono stata a un funerale e il ricordo di quello di mio nonno è ancora molto fresco. Penso alla vecchiaia e ai patrimoni che si perdono ogni volta che un essere umano lascia questa terra.
Poi arrivo al supermercato e mentre parcheggio il motorino mi vedo passare davanti quella vecchietta ingobbita, con il solito cappottone grigio, le calze gialle, il suo berrettino di lana verde in testa e i suoi spessissimi occhiali da vista sul naso.
Aurora Parmigiani! Mi nasce subito il sorriso.. Quanto mi avevi fatto ridere quella prima volta in cui l'avevamo incontrata!?! .."mi ci darebbe due smozzicate?!". Quante risate quel giorno!!
Da allora, ogni volta che la incontro al supermercato, quella ignara signora mi regala un sorriso o addirittura una risatina nascosta. Ogni volta che la vedo qualcosa dentro di me mi dice che sono contenta che sia ancora viva.
C'er astato un lungo periodo in cui non l'avevo vista, e quando era magicamente ricomparsa mi aveva regalato il solito risolino fra me e me ed ero felice che fosse lì.
Quella vecchietta mi fa sorridere e mi fa pensare a te.
Lei non ne sa niente! Lei non sa del piccolo attimo di gioia che mi regala ogni volta che la vedo. Lei non ha neanche mai fatto caso alla mia presenza. Lei non ridacchia quando vede me (forse solo perché non mi vede!).
Oggi però mentre la guardavo allontanarsi lentissimamente, avrei voluto seguirla, fermarmi a parlare con lei. Farmi raccontare chi sia, cosa faccia. Ha parenti? Come si chiama in realtà?
Il mio vero pensiero è stato "un giorno questa donna morirà e io nemmeno lo saprò perché neanche so il suo nome".
Ecco, a quel punto è nata la mia voglia di andare a conoscerla, a scoprire qualcosa di quella che per noi è solo "Aurora Parmigiani", una vecchietta buffa, ciecata e senza denti.
Non sono andata a parlarle, ho immaginato che mi avrebbe risposto male, intimorita.
Rimarrà semplicemente AURORA PARMIGIANI e quando un giorno se ne andrà io non ne saprò niente. Mi ricorderò di lei all'improvviso un giorno comprando al supermercato e realizzerò che è tabto tempo che non la vedo più...
Poi arrivo al supermercato e mentre parcheggio il motorino mi vedo passare davanti quella vecchietta ingobbita, con il solito cappottone grigio, le calze gialle, il suo berrettino di lana verde in testa e i suoi spessissimi occhiali da vista sul naso.
Aurora Parmigiani! Mi nasce subito il sorriso.. Quanto mi avevi fatto ridere quella prima volta in cui l'avevamo incontrata!?! .."mi ci darebbe due smozzicate?!". Quante risate quel giorno!!
Da allora, ogni volta che la incontro al supermercato, quella ignara signora mi regala un sorriso o addirittura una risatina nascosta. Ogni volta che la vedo qualcosa dentro di me mi dice che sono contenta che sia ancora viva.
C'er astato un lungo periodo in cui non l'avevo vista, e quando era magicamente ricomparsa mi aveva regalato il solito risolino fra me e me ed ero felice che fosse lì.
Quella vecchietta mi fa sorridere e mi fa pensare a te.
Lei non ne sa niente! Lei non sa del piccolo attimo di gioia che mi regala ogni volta che la vedo. Lei non ha neanche mai fatto caso alla mia presenza. Lei non ridacchia quando vede me (forse solo perché non mi vede!).
Oggi però mentre la guardavo allontanarsi lentissimamente, avrei voluto seguirla, fermarmi a parlare con lei. Farmi raccontare chi sia, cosa faccia. Ha parenti? Come si chiama in realtà?
Il mio vero pensiero è stato "un giorno questa donna morirà e io nemmeno lo saprò perché neanche so il suo nome".
Ecco, a quel punto è nata la mia voglia di andare a conoscerla, a scoprire qualcosa di quella che per noi è solo "Aurora Parmigiani", una vecchietta buffa, ciecata e senza denti.
Non sono andata a parlarle, ho immaginato che mi avrebbe risposto male, intimorita.
Rimarrà semplicemente AURORA PARMIGIANI e quando un giorno se ne andrà io non ne saprò niente. Mi ricorderò di lei all'improvviso un giorno comprando al supermercato e realizzerò che è tabto tempo che non la vedo più...
lunedì 21 aprile 2008
sabato 19 aprile 2008
Bastava poco
Un giorno ti svegli e nemmeno lo sai, ma la tua vita è cambiata, radicalmente. Te ne accorgi presto ma forse non capisci bene come stiano le cose. Da quel momento dovrai modificare tutto quello che caratterizzava la tua vita. Eliminare le cose che prima ti davano piacere, modificare l’alimentazione, modificare la gestione del tuo tempo libero e anche di quello lavorativo. Uno sforzo immane, ma sopportabile se si pensa a quanto ancora più radicale sarebbe potuto essere il cambiamento.
Adesso tira un sospiro di sollievo e poi.. inizia il braccio di ferro con te stesso!
Adesso tira un sospiro di sollievo e poi.. inizia il braccio di ferro con te stesso!
Clandestina della mia città
Ok, sono rasserenata. Decisamente stanca ma con ancora abbastanza adrenalina in corpo per decidere di uscire e cercare quattro chiacchiere con la mia amica.
Torno a girare per la mia città, non mi mancava ancora questa volta. Non sentivo la necessità di tornare. E’ la MIA città, ma oggi non mi sento autorizzata a girarci. SE qualcuno mi vedesse mi chiederebbe “Che ci fai tu qui?”, come se non fosse un mio diritto. Nessuno sa che sono qui, scivolo velocemente per le vie della città, sono un intruso.
Torno a girare per la mia città, non mi mancava ancora questa volta. Non sentivo la necessità di tornare. E’ la MIA città, ma oggi non mi sento autorizzata a girarci. SE qualcuno mi vedesse mi chiederebbe “Che ci fai tu qui?”, come se non fosse un mio diritto. Nessuno sa che sono qui, scivolo velocemente per le vie della città, sono un intruso.
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