Prima piccola topina
bianca e nera di pelo
ma blucerchiata per destino
poi gattona dolce e furba.
Grazie per quell'ultimo coccoloso saluto,
se era un voluto addio, grazie del pensiero,
se hai avuto una fine, spero non sia stata brutta o dolorosa.
sabato 8 marzo 2014
lunedì 3 marzo 2014
Mi manchi tantissimo
Oooh. you make me live
whatever this world can give to me
It's you, you're all I see
Oooh, you make me live now honey
Oooh, you make me live
You're the best friend
that I ever had
I've been with you such a long time
You're my sunshine
And I want you to know
That my feelings are true
I really love you
You're my best friend
Oooh, you make me live
I've been wandering round
But I still come back to you
In rain or shine
You've stood by me girl
I'm happy, happy at home
You're my best friend.
You're the first one
When things turn out bad
You know I'll never be lonely
You're my only one
And I love
The things that you do
You're my best friend
Oooh, you make me live.
I'm happy, happy at home
You're my best friend
You're my best friend
Oooh, you make me live
You, you're my best friend.
whatever this world can give to me
It's you, you're all I see
Oooh, you make me live now honey
Oooh, you make me live
You're the best friend
that I ever had
I've been with you such a long time
You're my sunshine
And I want you to know
That my feelings are true
I really love you
You're my best friend
Oooh, you make me live
I've been wandering round
But I still come back to you
In rain or shine
You've stood by me girl
I'm happy, happy at home
You're my best friend.
You're the first one
When things turn out bad
You know I'll never be lonely
You're my only one
And I love
The things that you do
You're my best friend
Oooh, you make me live.
I'm happy, happy at home
You're my best friend
You're my best friend
Oooh, you make me live
You, you're my best friend.
giovedì 27 febbraio 2014
Che peccato che sia proprio così..
I Pirati inseguono i Bimbi Sperduti
I Bimbi Sperduti inseguono gli Indiani
e gli Indiani inseguono i Pirati…
lunedì 24 febbraio 2014
Non uscire con una ragazza che viaggia
Fa il giro del mondo sul web l'articolo scritto da Adì, un'insegnante di yoga che non avrebbe mai immaginato tanta popolarità. Per uno scritto bellissimo che racconta i tratti di una ragazza speciale.
“Non uscire con una ragazza che viaggia. Lei è quella coi capelli scompigliati, trascurati e stinti dal sole. La sua pelle è molto diversa da com’era prima. Non esattamente baciata dal sole. E’ bruciata e con i segni dell’abbronzatura, cicatrici e punture qui e lì.
Ma per ogni segno sulla sua pelle ha un’avvincente storia da raccontare.
Non uscire con una ragazza che viaggia. E’ difficile da compiacere. Il solito appuntamento cena – film – centro commerciale l’annoierà a morte. La sua anima brama nuove esperienze ed avventure. Non sarà affatto scioccata dalla tua nuova macchina o dal tuo orologio. Preferirebbe scalare una montagna o lanciarsi da un aereo piuttosto che sentirti parlare di questo.
Non uscire con una ragazza che viaggia perché insisterà per farti prenotare un volo ogni volta che una compagnia aerea metterà i saldi. Non andrà mai a ballare al Republiq. E non pagherà mai 100 euro per Avicii perché sa che un weekend di festa sarà equivalente più o meno ad una settimana di viaggio in un posto lontano molto più entusiasmante.
Molto probabilmente non ha un lavoro stabile oppure sta sognando di lasciarlo. Non vuole certo farsi un didietro così per il sogno di un altro. Lei ha il suo sogno e ci sta lavorando. E’ una freelancer. Fa soldi disegnando, scrivendo, facendo foto o qualcosa per cui c’è bisogno di creatività ed immaginazione. Non le far perdere tempo parlandole del tuo noioso lavoro.
Non uscire con una ragazza che viaggia. Potrebbe aver sprecato la sua laurea e cambiato completamente carriera. Adesso è un’istruttrice di immersioni o un’insegnante di yoga. Non sa quando avrà la prossima paga, ma non lavora tutto il giorno come un robot, esce e prende quello che la vita le offre, e ti sfida a fare lo stesso.
Non uscire con una ragazza che viaggia perché lei ha scelto una vita di incertezza. Non ha un programma né un indirizzo fisso. Segue la corrente e va dove la porta il cuore. Balla al ritmo del suo stesso tamburo. Non ha un orologio. I suoi giorni sono scanditi dal sole e dalla luna. Quando sentirà il richiamo delle onde, la vita si fermerà e ignorerà tutto e tutti per un momento. Ma allo stesso tempo, ha imparato che fare surf non è la cosa più importante nella vita.
Non uscire con una ragazza che viaggia perché lei tende a parlare sinceramente. Non cercherà mai di fare una buona impressione sui tuoi genitori o i tuoi amici. E’ rispettosa ma non le fa affatto paura intavolare una discussione su problemi globali e responsabilità sociali.
Lei non avrà mai bisogno di te. Sa come montare una tenda e avvitarne le alette senza il tuo aiuto. Cucina bene e non avrà mai bisogno che le paghi un pasto. E’ autonoma, e non le importerà se viaggi con lei o meno. Si dimenticherà di farti sapere quando è arrivata a destinazione. E’ troppo impegnata a vivere il presente. Parla agli sconosciuti. Conoscerà tante persone interessanti che la pensano come lei da tutto il mondo e che condividono le sue stesse passioni e i suoi stessi sogni. Con te si annoierà.
Quindi non uscire con una ragazza che viaggia a meno che tu non riesca a tenere il suo passo. E se senza volerlo te ne innamori, non ti azzardare a trattenerla. Lasciala andare”
“Non uscire con una ragazza che viaggia. Lei è quella coi capelli scompigliati, trascurati e stinti dal sole. La sua pelle è molto diversa da com’era prima. Non esattamente baciata dal sole. E’ bruciata e con i segni dell’abbronzatura, cicatrici e punture qui e lì.
Ma per ogni segno sulla sua pelle ha un’avvincente storia da raccontare.
Non uscire con una ragazza che viaggia. E’ difficile da compiacere. Il solito appuntamento cena – film – centro commerciale l’annoierà a morte. La sua anima brama nuove esperienze ed avventure. Non sarà affatto scioccata dalla tua nuova macchina o dal tuo orologio. Preferirebbe scalare una montagna o lanciarsi da un aereo piuttosto che sentirti parlare di questo.
Non uscire con una ragazza che viaggia perché insisterà per farti prenotare un volo ogni volta che una compagnia aerea metterà i saldi. Non andrà mai a ballare al Republiq. E non pagherà mai 100 euro per Avicii perché sa che un weekend di festa sarà equivalente più o meno ad una settimana di viaggio in un posto lontano molto più entusiasmante.
Molto probabilmente non ha un lavoro stabile oppure sta sognando di lasciarlo. Non vuole certo farsi un didietro così per il sogno di un altro. Lei ha il suo sogno e ci sta lavorando. E’ una freelancer. Fa soldi disegnando, scrivendo, facendo foto o qualcosa per cui c’è bisogno di creatività ed immaginazione. Non le far perdere tempo parlandole del tuo noioso lavoro.
Non uscire con una ragazza che viaggia. Potrebbe aver sprecato la sua laurea e cambiato completamente carriera. Adesso è un’istruttrice di immersioni o un’insegnante di yoga. Non sa quando avrà la prossima paga, ma non lavora tutto il giorno come un robot, esce e prende quello che la vita le offre, e ti sfida a fare lo stesso.
Non uscire con una ragazza che viaggia perché lei ha scelto una vita di incertezza. Non ha un programma né un indirizzo fisso. Segue la corrente e va dove la porta il cuore. Balla al ritmo del suo stesso tamburo. Non ha un orologio. I suoi giorni sono scanditi dal sole e dalla luna. Quando sentirà il richiamo delle onde, la vita si fermerà e ignorerà tutto e tutti per un momento. Ma allo stesso tempo, ha imparato che fare surf non è la cosa più importante nella vita.
Non uscire con una ragazza che viaggia perché lei tende a parlare sinceramente. Non cercherà mai di fare una buona impressione sui tuoi genitori o i tuoi amici. E’ rispettosa ma non le fa affatto paura intavolare una discussione su problemi globali e responsabilità sociali.
Lei non avrà mai bisogno di te. Sa come montare una tenda e avvitarne le alette senza il tuo aiuto. Cucina bene e non avrà mai bisogno che le paghi un pasto. E’ autonoma, e non le importerà se viaggi con lei o meno. Si dimenticherà di farti sapere quando è arrivata a destinazione. E’ troppo impegnata a vivere il presente. Parla agli sconosciuti. Conoscerà tante persone interessanti che la pensano come lei da tutto il mondo e che condividono le sue stesse passioni e i suoi stessi sogni. Con te si annoierà.
Quindi non uscire con una ragazza che viaggia a meno che tu non riesca a tenere il suo passo. E se senza volerlo te ne innamori, non ti azzardare a trattenerla. Lasciala andare”
lunedì 17 febbraio 2014
La malattia del ferro
LA MALATTIA DEL FERRO
"Ricordo ancora il senso di libertà provato nel guardare fuori e vedere solo mare. Ogni volta uno spettacolo nuovo con la luna che si spezzettava in mille scaglie di luce sulla tranquilla schiena di quella gigantesca p...ozza d'acqua. Ma anche quando il gigante era furioso lo spettacolo non mancava e sentirlo inveire alzando onde gigantesche era molto istruttivo. Tutti dovrebbero trovarsi in mezzo ad un mare incattivito, aiuta a ricordarsi che la fragilità umana ci rende piccoli e inutili di fronte alla potenza della natura. Il grido dei gabbiani che si poggiavano sulle paratie a prua e la discreta compagnia dei delfini, che non ho mai capito perché, ti aiutavano a sentirti più leggero. In lontananza il sole esplodere di luci e colori, mentre lentamente sussurrava addio al giorno finito. E colpi di vento sul viso ad asciugare lacrime ancor prima che potessero manifestarsi e brividi di freddo che troppo spesso eravamo abituati a trasformare in sorrisi per nascondere agli sconosciuti la malinconia di casa. E poi sguardi e occhi persi nella scia acquosa del mare e parole in mille lingue. Così tante lingue che alla fine non senti più la differenza tra una e l'altra e impari a espressioni. Quante esperienze, sensazioni e ricordi condivisi con le onde che sbattevano all'esterno della cabina. Inutile spiegare se non l'hai vissuto. Inutile dirti che tutto ciò lo porterai dentro per sempre e che spesso, quando le mura dei palazzi ti intrappolano, o la vista è bloccata dalle montagne, la malinconia ti esplode in bocca e improvvisamente la terra ferma, tutta quella stabilità e sicurezza, è molto peggio del ruggito del mare agitato che ti faceva mettere il materasso in terra o vomitare continuamente. Quella volta tornando da Alessandria furono 16 ore di mare terribile, stomaco in subbuglio e mal di testa. Tutti seduti nel corridoio del Deck B a tenerci compagnia. Un intero mondo, argentini brasiliani italiani filippini portoghesi uruguagi americani canadesi, a ridere insieme nonostante la nausea e un po' di timore. A raccontarsi vite che sembrano una più pazza dell'altra e la tua, che non ti sembrava normale, viene rivista con rinata coscienza. Poi capita di amarsi, più per colmare le distanze e sfumare la malinconia, che per reale sentimento. Poi si sbarca. Fine contratto. Ci si chiama per qualche settimana e la vita riprende il suo viaggio. Una vita di amicizie profondissime ma, il più delle volte, destinate a perdersi nella distanza delle miglia marine.
Negli occhi conservo lo splendore del Nord Africa il lunedì e la magia Turca del giovedì. Ho ancora addosso come cicatrici tutto quello che ho visto, tutto quello ancora da vedere. Rimbomba nelle orecchie la domanda più frequente - tu da dove vieni? - e come potevi non rispondere con un poetico - da molti posti diversi?
Ricordo con forza vivida il momento prima di addormentarmi, quando guardavo la tua fotografia appesa vicino al letto, accompagnando un bacio con le mani.
Eccomi qui ora. Lontano da tutto quello che è passato. Mi capita ancora, però, che nel sonno mi sembra ancora di sentire il frusciare dell'onda vicino al mio letto. Sono le notti che non riesco più ad addormentarmi ed allora fantastico su quale porto toccherò all'indomani. Mari del Nord o mar Nero? Non importa basta che ci sia vita, nuove magnificenze delle quali i miei occhi si possano nutrire, nuove parole di lingue improbabili e chi mi sia possibile di impararne una di più.
E' per questo che spesso mi senti distratto e rispondo in maniera confusa. Sto tenendo le tue mani mentre passeggiamo per le vie del centro. Ti ascolto - oh, lo giuro che ti sto ascoltando - ma una parte della mia testa sta ricostruendo intorno a sé il centro di Malaga, un parte del Palazzo Topkapi e quel miliardodimiliardi di cose che non ho ancora mangiato con gli occhi."
"Ricordo ancora il senso di libertà provato nel guardare fuori e vedere solo mare. Ogni volta uno spettacolo nuovo con la luna che si spezzettava in mille scaglie di luce sulla tranquilla schiena di quella gigantesca p...ozza d'acqua. Ma anche quando il gigante era furioso lo spettacolo non mancava e sentirlo inveire alzando onde gigantesche era molto istruttivo. Tutti dovrebbero trovarsi in mezzo ad un mare incattivito, aiuta a ricordarsi che la fragilità umana ci rende piccoli e inutili di fronte alla potenza della natura. Il grido dei gabbiani che si poggiavano sulle paratie a prua e la discreta compagnia dei delfini, che non ho mai capito perché, ti aiutavano a sentirti più leggero. In lontananza il sole esplodere di luci e colori, mentre lentamente sussurrava addio al giorno finito. E colpi di vento sul viso ad asciugare lacrime ancor prima che potessero manifestarsi e brividi di freddo che troppo spesso eravamo abituati a trasformare in sorrisi per nascondere agli sconosciuti la malinconia di casa. E poi sguardi e occhi persi nella scia acquosa del mare e parole in mille lingue. Così tante lingue che alla fine non senti più la differenza tra una e l'altra e impari a espressioni. Quante esperienze, sensazioni e ricordi condivisi con le onde che sbattevano all'esterno della cabina. Inutile spiegare se non l'hai vissuto. Inutile dirti che tutto ciò lo porterai dentro per sempre e che spesso, quando le mura dei palazzi ti intrappolano, o la vista è bloccata dalle montagne, la malinconia ti esplode in bocca e improvvisamente la terra ferma, tutta quella stabilità e sicurezza, è molto peggio del ruggito del mare agitato che ti faceva mettere il materasso in terra o vomitare continuamente. Quella volta tornando da Alessandria furono 16 ore di mare terribile, stomaco in subbuglio e mal di testa. Tutti seduti nel corridoio del Deck B a tenerci compagnia. Un intero mondo, argentini brasiliani italiani filippini portoghesi uruguagi americani canadesi, a ridere insieme nonostante la nausea e un po' di timore. A raccontarsi vite che sembrano una più pazza dell'altra e la tua, che non ti sembrava normale, viene rivista con rinata coscienza. Poi capita di amarsi, più per colmare le distanze e sfumare la malinconia, che per reale sentimento. Poi si sbarca. Fine contratto. Ci si chiama per qualche settimana e la vita riprende il suo viaggio. Una vita di amicizie profondissime ma, il più delle volte, destinate a perdersi nella distanza delle miglia marine.
Negli occhi conservo lo splendore del Nord Africa il lunedì e la magia Turca del giovedì. Ho ancora addosso come cicatrici tutto quello che ho visto, tutto quello ancora da vedere. Rimbomba nelle orecchie la domanda più frequente - tu da dove vieni? - e come potevi non rispondere con un poetico - da molti posti diversi?
Ricordo con forza vivida il momento prima di addormentarmi, quando guardavo la tua fotografia appesa vicino al letto, accompagnando un bacio con le mani.
Eccomi qui ora. Lontano da tutto quello che è passato. Mi capita ancora, però, che nel sonno mi sembra ancora di sentire il frusciare dell'onda vicino al mio letto. Sono le notti che non riesco più ad addormentarmi ed allora fantastico su quale porto toccherò all'indomani. Mari del Nord o mar Nero? Non importa basta che ci sia vita, nuove magnificenze delle quali i miei occhi si possano nutrire, nuove parole di lingue improbabili e chi mi sia possibile di impararne una di più.
E' per questo che spesso mi senti distratto e rispondo in maniera confusa. Sto tenendo le tue mani mentre passeggiamo per le vie del centro. Ti ascolto - oh, lo giuro che ti sto ascoltando - ma una parte della mia testa sta ricostruendo intorno a sé il centro di Malaga, un parte del Palazzo Topkapi e quel miliardodimiliardi di cose che non ho ancora mangiato con gli occhi."
Iscriviti a:
Post (Atom)