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martedì 8 febbraio 2022

Tutti in fila per tre

In questi mesi si è capitato spesso di fare supplenze in prima elementare.

Per un bambino la prima elementare è una svolta. 
La prima elementare ti modella, ti cambia completamente il modo di agire, di pensare, di esprimerti, di interpretare il mondo,di gestire i tuoi spazi fisici e mentali.

Vivo un conflitto interiore mentre mi chiedo quale sia la giusta misura tra il lasciare spazio alla fantasia e libero sfogo alle personalità senza modellarle od uniformarle ed il dover insegnare delle regole e degli schemi che, diciamolo,sono necessari. 
E mi canticchio in testa questa canzone

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"Ma perché, sono un maleducato se tengo la mano nei pantaloni?"

giovedì 13 gennaio 2022

Sartoriale



Forse non è poi così male mantenere un po' di bambino in noi. Anche la tua ombra gioisce nel vederti volare.




 


lunedì 26 giugno 2017

20 anni dall'asse della mia vita

Correva l' anno 1997, io avevo 16 anni.
Quell'estate è stata indubbiamente la più bella ed intensa della mia vita.
Adesso tre mesi volano in un attimo, allora un'estate era un' intera vita da vivere secondo per secondo. Erano le prime uscite la sera, la prima agognata "libertà". (Robi e Simo, eravamo sempre insieme!). In pochi mesi ho conosciuto tantissime persone, era il periodo in cui mi presentavo come "La Paolo" per vedere le reazioni dei ragazzi ( solo.un modo per farmi notare fra mille amiche fighe).E' stata l'estate dei giri in macchina con gli amici "grandi", (Ricky, Beppe  Branne, Umbi, Il TImo), delle serate al graal pub, delle intere giornate al mare, del 1° turno di Scuola Sport Barilla e del mio primo grande amore... la mia prima POTENTISSIMA storia d' amore (che mi ha distrutta pochi mesi dopo ), della mia "deportazione" in Sardegna a inizio agosto e dell'agognato rientro a settembre, e delle nuove amicizie ancora (Gabry, Fabio, Roby).
Alcune di queste persone hanno avuto ruoli fondamentali nella mia vita.
Fra queste ci sono quei due enormi fratelloni che ho conosciuto davanti ai tappeti elastici in Piazza Milano a Chiavari una sera di esattamente 20 anni fa.
Andre, Ruggi... Quanto bene che vi voglio!!!

Voglio altri mille anni di cazzate insieme!

mercoledì 29 marzo 2017

Che meraviglia!

Per la serie #ciaomilano, oggi pausa pranzo con pizzetta in spiaggia. I foresti ancora non ci sono, siamo in 6 in una spiaggia intera.

Arriva una famiglia; mamma, papà e bimba di 6/7 anni circa.
Iniziano a giocare a pallavolo tutti insieme. Ad un certo punto la palla rotola lontano nella mia direzione. La bimba dice "E ora chi va a penderla?". Coro dei genitori : "Tu!"
Mentre la bimba corre verso la palla, il papà si avvicina alla moglie, la abbraccia , si baciano. La figlia li vede ed esclama schifata: "Ma maaaaamma!", io li guardo e penso "Che carini!"
Passano pochi minuti, la palla rotola lontano, ma questa volta nella direzione opposta. La mamma va si volta e va a prendere la palla, il papà si gira verso la figlia, le corre incontro e le dice "Sbaciucchiamoci!!!". La bimba lo riempie di baci sulla guancia mentre lui la abbraccia.
Io penso "Che meraviglia!"

lunedì 24 ottobre 2016

Jo

  #  Era il crepuscolo: Jo era tutta sola, sdraiata sul vecchio sofà e pensosamente contemplava la fiamma del caminetto: era il suo modo preferito di trascorrere l'ora dell'imbrunire.
[...]Il suo viso aveva un'espressione stanca, grave e un po' triste, quella sera: l'indomani era il suo compleanno...
Come volano gli anni! pensava. Stava diventando vecchia e quanto poco aveva concluso! Quasi venticinque anni: e con quale risultato erano passati? Lo scoraggiamento di Jo era ingiusto: quegli anni avevano dato molti frutti [...]
- Una zitella... Ecco quello che sto per diventare. Una zitella letterata, con una penna per marito, un mucchio di racconti per figli e, fra vent'anni, un briciolo di fama, forse. Allora sarò vecchia e non potrò goderne, sarò sola e non potrò dividerla, sarò indipendente e non ne avrò bisogno. Beh, cercherò di non essere né una santa inacidita né una peccatrice egoista: e infine, le zitelle non stanno poi male... E' tutta questione di abituarcisi, ma... - e Jo sospirò, poco allettata da quella prospettiva.
A poche creature, del resto, sorride quest'idea e a venticinque anni si pensa che i trenta siano la fine di ogni cosa.
A venticinque anni, le ragazze cominciano a dire che sono delle "zitelle", ma in cuor loro sono ben decise a non diventarlo; a trent'anni, non ne parlano più, ma accettano il fatto compiuto: e, se sono intelligenti, si consolano al pensiero di avere ancora davanti a sé molti anni felici, in cui si può imparare ad invecchiare con grazia. Non ridete delle povere "zitelle", ragazze! Molte volte qualche romanzo tenero e tragico si nasconde in quei cuori che battono tranquillamente sotto una veste modesta e molti taciti sacrifici di modestia, di salute, di ambizione e di amore rendono belli, agli occhi di Dio, quei volti appassiti.


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# Quante chiacchiere quella sera! Parlava uno, poi l'altro e poi tutti insieme
[...]
Il corteo si diresse esultante verso la sala da pranzo: il signor March dava orgogliosamente il braccio alla "signora Laurence"; la signora March si appoggiava, con quale orgoglio, al braccio del suo nuovo figlio: il vecchio Laurence offrì il suo braccio a Jo mormorandole: - Sarai tu, ora, la mia bambina-
I due gemelli chiudevano , saltellanti, il corteo
[...]
Amy che, con un vassoio di dolci, era passata dall'uno all'altro - tutti volevano vederla, parlarle, ammirarla - ritornò in salotto al braccio del nonno Laurence: le altre coppie li seguirono come prima e Jo rimase senza cavaliere. In un primo momento, non vi fece caso, perché si era fermata per rispondere ad Hannah [...] e Jo chiuse la porta pensando che in un momento come quello era assolutamente fuori posto pensare al cibo. Rimase ferma un attimo a guardare il corteo che si allontanava, su per le scale. E quando i piedini di Demi raggiunsero l'ultimo scalino, fu colta da un'improvvisa sensazione di solitudine, così intensa che si guardò intorno con occhi velati di lacrime, quasi cercando qualcosa a cui appoggiarsi, poiché anche Teddy l'aveva abbandonata. Se avesse saputo quale dono per il suo compleanno si stava avvicinando, non avrebbe mormorato in cuor suo: "Mi sfogherò con un bel piantarello quando sarò a letto: non devo farmi vedere triste, ora". Poi si asciugò gli occhi con la mano -aveva conservato l'abitudine infantile di non sapere mai dov'era il fazzoletto- e, proprio in quell'istante in cui cercava di assumere un'espressione sorridente, qualcuno bussò alla porta.

Piccola Jo, sei mitica!

  #  - No! Non lo sono! E se tirarmi su i capelli mi fa diventare una signorina, porterò le trecce fino a che avrò vent'anni!- gridò Jo, strappandosi via la retina e scuotendo l'abbondante capigliatura castana. - Non posso sopportare il pensiero di crescere e diventare la Signorina March, e portare gli abiti lunghied avere l'aria di un manichino. E' già abbastanza seccante essere una ragazza, quando a me piacciono i giochi, i lavori e le maniere dei ragazzi. Non posso rassegnarmi a non essere un maschio, e adesso è anche peggio, perché io morirei dalla voglia di andare a combattere insieme a  papà, mentre mi tocca stare a casa a fare la maglia come una povera vecchietta!

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 # Era quanto mai irritante per lei essere interrotta nel momento in cui stava preparando la prima prova ed essere costretta a mettersi un abito elegante per andare a are delle visite, in una calda giornata di luglio. Detestava le visite di convenienza e non ne faceva mai una se non quando Amy la metteva con le spalle al muro con un patto, o un regalo, o una promessa. In quel momento non c'era più via di scampo: così, dopo aver sbattuto le forbici sul tavolo, continuando a dire che sentiva odor di temporale, si arrese, ripose il suo lavoro e, prendendo guati e cappello, disse ad Amy che la vittima era pronta.
- Jo March, sei capace di irritare anche un santo! Non avrai intenzione di venir a far delle visite conciata in quel modo, spero!-  esclamò Amy, scrutandola con aria sbalordita.
-Perché no? Sono pulita, fresca e mi sento a mio agio. E' il vestito adatto per una passeggiata fra il caldo e la polvere. Se la gente si interessa più ai miei vestiti che a me, non desidero neanche vederla. Sii elegante tu per tutt'e due: a te piace essere bella, a me no, e tutti quei fronzoli ni danno soltanto fastidio.
- Oh mamma mia!- Sospirò Amy.- Che spirito di contraddizione! Mi farai diventar matta prima di riuscire a vederti in ordine per uscire.  [...]
(Righe e righe di Amy che rompe il cazzo)
Amy, vestendosi, dava gli ordini e Jo obbediva, non senza qualche protesta, naturalmente: sospirò infine nell'infilarsi il frusciante vestito di organza, corrugò le sopracciglia con aria cupamente stringeva in un nodo impeccabile i nastri del cappello, lottò dispettosamente con le spille mettendosi il colletto, fece una smorfia spiegando il fazzoletto: quel ricamo le dava un gran fastidio al naso. Poi, dopo aver costretto le mani in un paio di guanti aderenti - ultimo tocco alla sua eleganza-si voltò verso Amy e disse umilmente:
- Mi sento assolutamente infelice: ma se tu mi consideri presentabile, morrò felice.


mercoledì 11 febbraio 2015

"Ti annega di verde e ti copre di blu"

Le pecore al pascolo in questo posto meraviglioso, si rendono conto della loro fortuna?
Per un momento le ho invidiate, avrei voluto essere una di quelle pecore e poter vivere ogni giorno immersa fra quel verde brillante ed il blu acceso del mare e del cielo.

CHE PACE!

Voglio bloccare questo istante, ricordarmi di tenerlo stretto e riportarlo alla mente in tutti quei momenti pieni o stupidamente vuoti o tristi che vivo quando mi faccio prendere dalla quotidianità.
Di fronte a questa bellezza riesco a cancellare o dimenticare anche quella sensazione di vuoto che è ormai onnipresente nella mia vita.
Di fronte a panorami come questo viene da pensare che sia ovvia e necessaria la presenza di un Dio creatore di tanta magnificenza.
..e in un attimo mi sembra spiegata la grande religiosità degli irlandesi.

martedì 17 settembre 2013

17 Settembre

16 e altri 16

giovedì 29 agosto 2013

Sì,vabbè. Ma come?


 
Qualcuno anni fa mi aveva raccontato che la percezione del dolore degli uomini è limitata. “Tipo il campo visivo o acustico” mi spiegava, “ ci sono dolori che vanno oltre la nostra scala del percettibile. Sono talmente forti che noi non riusciamo nemmeno a sentirli. Tipo quando ti tagli di netto un braccio; il dolore è troppo forte e quindi non si sente nulla”.
 
 
***
- "Anche se la mia preferita è che tu eri una gamba, un braccio."
. "Beh, ma senza una gamba o un braccio si può vivere."
- "Sì, vabbè. Ma come?"

giovedì 4 aprile 2013

"But Peter, how do we get to Neverland?" "Flying, of course!!"

B: All children were birds once, so I expect Peter has itchy shoulders, and likes to fly about.
D: But we can't fly
B: Therein the tragedy. You lost your faith. The only reason that birds can fly and we can't - they have perfect faith. For to have faith is to have wings.
D: I don't think I believe you
B: why, my little boy?
D: How can a bird turn into a boy?
B: HOW CAN A CATERPILLAR TURN INTO A BUTTERFLY?

J.M.B.

"Poor Tommy. He's still a boy. He was ever a boy, trying sometimes, as now, to be a man. But always, when he looked round, he saw his boyhood holding out its arms to him, calling him back to play.
He was so fond of being a boy that he could not grow up.

In a younger world, where there were only boys and girls he might have been a gallant figure. Ah! If he could have loved in this way, no-one would have been more loved than she.
He knew it was tragic that such love as hers, should be given to him.
What more could he do than he was doing? He could not make himself anew. And boys cannot love. Is it not cruel to ask a boy to love?"

mercoledì 3 aprile 2013

La quadrata

E' curioso stare qui seduti a guardare il moto caotico e irregolato di decine e decine di bimbi di tutte le età che popolano la quadrata in questo agognato pomeriggio di sole.
Bimbi in biciclette con e senza rotelle, bambini che giocano a palla, ragazzini in skateboard, bambine sui rollerblade, mamme che spingono  passeggini, mamme coi pancioni che aspettano il dolce arrivo dei futuri avventori della quadrata, piccoli bimbetti dai primi passi incerti che si lanciano nella mischia e capitombolano dal nulla, due tricicli coloratissimi e tanta altra vita e tanti altri colori che disegnano linee di movimento in questa piccola aerea dove sembrerebbe non esserci abbastanza spazio per tutti... e invece tutto è regolato da una perfetta armonia di schivamenti e sfioramenti totalmente incompresi ed involontari.

Camogli e la sua tranquillità, la sua infinita bellezza.

Io amo Camogli!

giovedì 21 marzo 2013

Zingarata



C'è che è stata una bellissima serata, c'è che "mi piace la pizza, Mi Piaaace!", c'è che ci divertiamo anche lavorando, c'è che alle 00:45 eravamo già dentro il cancello, c'è che abbiamo deciso di arrivare ancora fino alla chiesa, c'è tre minuti dopo eravamo di nuovo in città, c'è che stavolta la zingarata è finita anche in autostrada diretti chissaddove, c'è che la notte ha qualcosa di speciale, c'è che è primavera,  c'è che però ci sono 4 gradi, c'è che a Deiva ci sono sempre i lavori autostradali, c'è il cuore che si gonfia alla vista della luna che si riflette sul mare, c'è che si canta insieme a squarciagola, c'è che si ride e si ride e si ride, c'è che sono le 3 di notte e non ho la minima intenzione di dormire! :)

domenica 6 gennaio 2013

La calza della Befana

Ho già scritto altre volte riguardo il "rito" della calza della Befana a casa mia.
Anche quest'anno l'ho espressamente richiesto. Anche quest'anno c'è stato un iniziale rifiuto, forse più dovuto che sentito.
Poi ho appeso la mia calza gigante al camino, dicendo "Io la lascio qui, domani spero di trovarla piena".
Così è stato. Ho avuto una giornata intensissima, sono corsa fuori casa al mattino, passata alla svelta all'ora di pranzo e riuscita per poi tornare a sera. E ora, solo ora, alle 23, mi sono messa sul mio letto a guardare cosa mi abbia portato la Befana.

Ho ricevuto 2 calze. Ovviamente mi han fatto un piacere infinito entrambi.
Ma la calza storica della MIA befana, beh, quella ha tutto un'altro gusto.
Ogni cosa è impacchettata con pezzi di carta vecchia. Tantissimi piccoli pacchettini grezzi, preparati con infinita pazienza. E' la MIA Befana!
caramelle fasciate a gruppetti di 2 o 3, o singolarmente; oggettini piccoli, scematine, monete. Quest'anno mi han fatto ridere 2 pacchetti in particolare: il primo un mucchietto di carta grosso grosso..apri apri e dentro c'era una moneta da 10 cent; l'altro un fico secco. Quando sono andata in camera di mia mamma mi ha detto: "Ah ah, bel regalo, un fico secco!".

Troppo bella la mia befana!
E se mi dite che IO non ho più l'età, vi rispondo che siete VOI che non avete più la mentalità!


Viva babbo Natale, viva la Befana e chiunque creda alla migia di queste cose! Me compresa!

lunedì 3 dicembre 2012

Astonishing

2 dicembre.
Giornata meravigliosa, mare blu intenso con rigature azzure.
Si esce per un bellissimo giro in barca. Si sta benissimo, il mare è meraviglioso, il sole accecante, il riverbero del sole sul mare "astonishing", temperatura mite-fredda, ma si sta bene in felpa.
Una giornata-regalo prima dell'inverno.

Si rientra e due ore dopo, sulla passeggiata a vedere il mare, lo scenario è completamente cambiato.

Una nuvolona nera scurissima si concentra proprio sulla zona di mare che va da Sestri a Recco. E'..incombente! Mentre tutto intorno il cielo è terso. La striscia di cielo fra il mare e la nuvola è rosa. L'aria è fresca. Poi, all'improvviso, dei grandissimi fulmini squarciano il cielo e l'atmosfera si riempie di una luce violacea.
Tuoni fragorosi rimbombano poco dopo, e poi di nuovo fumini e poi tuoni. La gente si ferma a fare foto, ad ammirare estasiata. La striscia di cielo, ora più sottile, è diventata arancione (il sole sta tramontando).
La nube si scurisce ancora, una sua coda scende verso il mare e crea un lunghissimo vortice e risucchia l'acqua del mare. Un piccolo tornado.
Ancora fulmini maestosi e rimbombi di tuoni; l'aria fresca, pura. Impossibile andare via.


Lo spettacolo della natura.

martedì 27 novembre 2012

Regalo inaspettato

Mi hanno fatto un regalo. Così, inaspettato. Nessuna particolare occasione.
E' un libro che raccoglie i momenti di "trascurabile felicità" dell'autore. Quando l'ho avuto mi è stato detto:"ad ogni pagina pensavo a te".
L'ho letto quasi tutto d'un fiato. Ci sono spunti bellissimi, anche se molti non mi fanno pensare a me. Il tipo è troppo pigro per i miei gusti!

..adesso ho un'irrefrenabile voglia di scrivere il MIO libro dei MIEI momenti di trascurabile felicità.
In realtà lo sto già facendo, prendendo appunti su un foglio in vari momenti della giornata!
E' bellissimo farlo! Ti fa apprezzare ancora di più tante cose, è poi è bello andare a ricercare con la memoria i propri momenti di felicità.

Devo ricordarmi di aggiungere  la felicità di ricevere un regalo inaspettato.

sabato 24 novembre 2012

LEGGERO

Leggero, nel vestito migliore,
nella testa un po' di sole ed in bocca una canzone.

5.30

...e sto da Dio!

lunedì 19 novembre 2012

Best day ever

Voglio rivevere questi ultimi 10 giorni a ripetizione! :)
..un modo forse c'è?! :)