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domenica 27 novembre 2016

Il codino


"Quando ero bambino e arrivavano le giostre sotto casa, mi piacevano da matti, sceglievo sempre il cavallo o l’astronave. C’era il gioco del codino, chi riusciva a strapparlo vinceva un giro gratis. I bambini impazzivano per prenderlo, quando toccava a loro ce la mettevano tutta e se non ci riuscivano si guardavano in giro per controllare che anche gli altri bambini non lo avessero preso, così da avere un’altra possibilità. Per loro il giro in giostra serviva a quello, ad acchiappare il codino. Quando ce la facevano si voltavano verso i genitori, fieri ed orgogliosi. Il codino era il loro trofeo. Una volta mio padre mi chiese perché non ci provassi neanche, a prenderlo, capitava che il ragazzo della giostra me lo facesse scivolare addosso, mi sarebbe bastato allungare la mano e lo avrei afferrato. Gli adulti ridevano di me, ma a me non interessava, ero concentrato sul mio viaggio, non mi importava averne un secondo gratis, mi importava godermi quello che stavo facendo."
Il padre di Sofia è uno di quei bambini che si dimenano per il codino, la sua vita è piena di codini strappati, di persone che lo guardano con ammirazione. Ho sempre la sensazione che quelli come lui non si siano mai goduti il viaggio nonostante il milione di codini conquistati.

martedì 7 gennaio 2014

Questa me la segno


Nessuno poteva arginare le sue inquietudini, nemmeno la sua voce interna, perché ogni convinzione, ogni presa di coscienza veniva spazzata via qualche minuto dopo dalla posizione opposta, in un continuo gioco di rovesciamenti. Per ogni pensiero un pensiero opposto per ogni passione una passione contraria. Non capiva se quel tormento andava sconfitto o accettato. Forse faceva parte dell'essere umano.







Si erano abbracciati, l'incastro perfetto di due metà.







Il sincronismo fra i suoi pensieri e quello che lei aveva appena detto era stato come un pugno nello stomaco, non se l'aspettava proprio. Non era stato in grado di dire nulla.







Quando erano una coppia lei aveva dovuto imparare a non dire quanto lo amava, aveva dovuto imparare la distanza che doveva tenere con lui, una distanza che variava a seconda del suo umore e del momento della vita. Se gli stava troppo lontana, lui la cercava e le chiedeva di non sparire. Se gli stava troppo vicina, lui la allontanava dicendo che aveva bisogno dei suoi spazi. Una fatica infinita, giustificata solo dal fatto che era innamorata di lui.





Non deve essere facile chiudere un matrimonio, perdere la persona con cui stai da anni, con cui vai a dormire e con cui ti svegli al mattino. E' quasi un lutto, ci vuole tempo. Quel due deve tornare uno.







Ti ricordi che mi avevi detto che quando vi siete lasciati lei piangeva come una matta e era disperata? Cercavi in tutti i modi di consolarla, la rassicuravi. Ti aveva lasciato lei e tu ti preoccupavi di alleggerirle il carico. Non sei cambiato molto. Ti preoccupi sempre più degli altri che di te stesso. Mi domando cosa devi avere provato quando Daniela ti ha detto che si vedeva con un altro. Sarà stato uno shock.

giovedì 29 agosto 2013

Sì,vabbè. Ma come?


 
Qualcuno anni fa mi aveva raccontato che la percezione del dolore degli uomini è limitata. “Tipo il campo visivo o acustico” mi spiegava, “ ci sono dolori che vanno oltre la nostra scala del percettibile. Sono talmente forti che noi non riusciamo nemmeno a sentirli. Tipo quando ti tagli di netto un braccio; il dolore è troppo forte e quindi non si sente nulla”.
 
 
***
- "Anche se la mia preferita è che tu eri una gamba, un braccio."
. "Beh, ma senza una gamba o un braccio si può vivere."
- "Sì, vabbè. Ma come?"

venerdì 24 febbraio 2012

venerdì 2 dicembre 2011

Ore 9:00

Ammazza! Ma allora oggi (ieri) mattina da quando è partita la radio a quando mi sono svegliata sono passati 10 minuti. Accidenti che buoni tempi di reazione!! :P


http://www.deejay.it/dj/radio/programma/reloaded/23/2011-12-01/Il-Volo-del-mattino?idProgramma=14

giovedì 1 dicembre 2011

Il buongiorno del mattino

Anche stamattina sveglia puntata alle 9 su Radio Dee Jay...
... mi sono svegliata con Fabio Volo che mi cantava il buongiorno!
Piccola dolce coccola ad occhi chiusi!


giovedì 28 aprile 2011

Il Volo al mattino

Nella pagina delle cose certe che voglio nella mia vita ci sono scritte poche righe, fra l'altro qualcuna anche a matita, mentre in quella delle cose che non voglio c'è più roba, c'è più sicurezza, più determinazione.


Ma è possibile che ogni volta che parlo di un sogno o di un'ambizione ci deve essere sempre qualcuno che ti guarda e sembra che dica: "diventa grande". E per gli altri diventare grandi vuol dire non credere più di essere una ballerina, un poeta, un musicista, un sognatore, un fiore. Non li sopporto. Una mattina sono uscito di casa, il cielo era azzurro e limpido,... ho continuato a guardarlo mentre camminavo, stavo bene, respiravo a pieni polmoni, al terzo passo ho pestato una merda. Cosa devo fare? Rinunciare al cielo per paura delle merde? No, io no Porcaputtana!