martedì 21 febbraio 2017

mercoledì 15 febbraio 2017

Ragazzino del treno

Al ragazzino del treno
e il piccolo "friccico ar core"
che mi regala un lungo sorriso.
Complimenti per l'immagine di te,
un pizzico di invidia, per chi ti avrà.

domenica 27 novembre 2016

Il codino


"Quando ero bambino e arrivavano le giostre sotto casa, mi piacevano da matti, sceglievo sempre il cavallo o l’astronave. C’era il gioco del codino, chi riusciva a strapparlo vinceva un giro gratis. I bambini impazzivano per prenderlo, quando toccava a loro ce la mettevano tutta e se non ci riuscivano si guardavano in giro per controllare che anche gli altri bambini non lo avessero preso, così da avere un’altra possibilità. Per loro il giro in giostra serviva a quello, ad acchiappare il codino. Quando ce la facevano si voltavano verso i genitori, fieri ed orgogliosi. Il codino era il loro trofeo. Una volta mio padre mi chiese perché non ci provassi neanche, a prenderlo, capitava che il ragazzo della giostra me lo facesse scivolare addosso, mi sarebbe bastato allungare la mano e lo avrei afferrato. Gli adulti ridevano di me, ma a me non interessava, ero concentrato sul mio viaggio, non mi importava averne un secondo gratis, mi importava godermi quello che stavo facendo."
Il padre di Sofia è uno di quei bambini che si dimenano per il codino, la sua vita è piena di codini strappati, di persone che lo guardano con ammirazione. Ho sempre la sensazione che quelli come lui non si siano mai goduti il viaggio nonostante il milione di codini conquistati.

domenica 20 novembre 2016

Wonderful Tonight - Eric Clapton



A questa canzone associo ormai due ricordi, appena partono le prime note il cuore si stringe e torna così vivido il ricordo di quel momento che mi pare di starlo vivendo. Matrimonio della Miki, dopo la cerimonia arriviamo a Castello Canevaro a Zoagli per il ricevimento, ci sono tutti i miei amici storici, a coppie. Io arrivo in macchina con Monte e la Eli. Parcheggiamo, Monte prende la Eli sottobraccio e io li seguo. nel momento in cui entro nel giardino partono le prime note di Wonderful tonight, un dolore acuto e quasi insopportabile mi prende lo stomaco, gli occhi si bagnano e mi rivedo in macchina con te, tantissimi anni fa, un venerdì sera in cui ero arrivata a Mantova e  siamo andati ad affittare un film, nell'autoradio hai fatto partire questa canzone per dedicarmela. Sapevo e pensavo di non meritarla perché io bellissima non mi sono mai sentita, ma in quel momento io ti ho amato da morire. Pura felicità.

Che sentimenti opposti. :)

E comunque no, non ti penso più....  :P

lunedì 24 ottobre 2016

Jo

  #  Era il crepuscolo: Jo era tutta sola, sdraiata sul vecchio sofà e pensosamente contemplava la fiamma del caminetto: era il suo modo preferito di trascorrere l'ora dell'imbrunire.
[...]Il suo viso aveva un'espressione stanca, grave e un po' triste, quella sera: l'indomani era il suo compleanno...
Come volano gli anni! pensava. Stava diventando vecchia e quanto poco aveva concluso! Quasi venticinque anni: e con quale risultato erano passati? Lo scoraggiamento di Jo era ingiusto: quegli anni avevano dato molti frutti [...]
- Una zitella... Ecco quello che sto per diventare. Una zitella letterata, con una penna per marito, un mucchio di racconti per figli e, fra vent'anni, un briciolo di fama, forse. Allora sarò vecchia e non potrò goderne, sarò sola e non potrò dividerla, sarò indipendente e non ne avrò bisogno. Beh, cercherò di non essere né una santa inacidita né una peccatrice egoista: e infine, le zitelle non stanno poi male... E' tutta questione di abituarcisi, ma... - e Jo sospirò, poco allettata da quella prospettiva.
A poche creature, del resto, sorride quest'idea e a venticinque anni si pensa che i trenta siano la fine di ogni cosa.
A venticinque anni, le ragazze cominciano a dire che sono delle "zitelle", ma in cuor loro sono ben decise a non diventarlo; a trent'anni, non ne parlano più, ma accettano il fatto compiuto: e, se sono intelligenti, si consolano al pensiero di avere ancora davanti a sé molti anni felici, in cui si può imparare ad invecchiare con grazia. Non ridete delle povere "zitelle", ragazze! Molte volte qualche romanzo tenero e tragico si nasconde in quei cuori che battono tranquillamente sotto una veste modesta e molti taciti sacrifici di modestia, di salute, di ambizione e di amore rendono belli, agli occhi di Dio, quei volti appassiti.


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# Quante chiacchiere quella sera! Parlava uno, poi l'altro e poi tutti insieme
[...]
Il corteo si diresse esultante verso la sala da pranzo: il signor March dava orgogliosamente il braccio alla "signora Laurence"; la signora March si appoggiava, con quale orgoglio, al braccio del suo nuovo figlio: il vecchio Laurence offrì il suo braccio a Jo mormorandole: - Sarai tu, ora, la mia bambina-
I due gemelli chiudevano , saltellanti, il corteo
[...]
Amy che, con un vassoio di dolci, era passata dall'uno all'altro - tutti volevano vederla, parlarle, ammirarla - ritornò in salotto al braccio del nonno Laurence: le altre coppie li seguirono come prima e Jo rimase senza cavaliere. In un primo momento, non vi fece caso, perché si era fermata per rispondere ad Hannah [...] e Jo chiuse la porta pensando che in un momento come quello era assolutamente fuori posto pensare al cibo. Rimase ferma un attimo a guardare il corteo che si allontanava, su per le scale. E quando i piedini di Demi raggiunsero l'ultimo scalino, fu colta da un'improvvisa sensazione di solitudine, così intensa che si guardò intorno con occhi velati di lacrime, quasi cercando qualcosa a cui appoggiarsi, poiché anche Teddy l'aveva abbandonata. Se avesse saputo quale dono per il suo compleanno si stava avvicinando, non avrebbe mormorato in cuor suo: "Mi sfogherò con un bel piantarello quando sarò a letto: non devo farmi vedere triste, ora". Poi si asciugò gli occhi con la mano -aveva conservato l'abitudine infantile di non sapere mai dov'era il fazzoletto- e, proprio in quell'istante in cui cercava di assumere un'espressione sorridente, qualcuno bussò alla porta.