giovedì 4 marzo 2010

Miss all ship friends!

Un altro incontro con amici di nave, e di nuovo il mio cuore oggi batte più veloce. Oggi ho incontrato Iva, la ballerina tedesca, è in vacanza in giro per l'Italia e ci siamo date appuntamento a Sestri Levante per passare un pomeriggio insieme. E' arrivata anche Giusy, una ragazza di La Spezia che a bordo fa la cantante e che io non avevo mai conosciuto. Sono arrivata con la macchina davanti alla stazione e mentre cercavo parcheggio mi sono sentita chiamare e bussare al finestrino, sono scesa dalla macchina e ci siamo abbracciate. "It's already two years!" Eh sì, sono due anni che non ci vediamo. Abbiamo fatto insieme primo e secondo contratto su Classica.
Abbiamo passeggiato un po' per Sestri, nel carrugio e sul lungomare, ci siamo raccontate gli ultimi anni, abbiamo parlato di amici comuni, del suo viaggio in Italia, dei progetti futuri. Siamo andate in un bar e non abbiamo mai smesso di parlare, gli argomenti sono anche troppi. Poco più di due ore, e già ci siamo dovute salutare. Le ho accompagnate al treno, e sono ritornata alla macchina, ripensando alla nave, ad episodi vissuti insieme,alla mia nave ideale con il mio equipaggio ideale.. Ho passato la galleria e ho visto il mare al tramonto, il solito sospirone grande, il cuore che si allarga e gli occhi si inumidiscono. Mi manca la nave, mi mancano tantissimi amici!
L'esperienza della nave, con tutti i lati negativi che ha e non dimentico, mi ha dato un tesoro enorme.. un po' come l'Erasmus.
E' grazie a questo che so di poter prendere un volo e raggiungere Corinna in Germania, fare un viaggio attraverso Spagna e Portogallo per rincontrare tanti amici, andare in Svizzera e incontrare Debora, chiamare Avra e Dina per una cena ad Atene, sperare un giorno di andare a sciare in Austria da Silvije. Posso incontrare amici a Roma, a Napoli, a Venezia,a Ivrea, a Torino, a Milano, a Bari,a Palermo.. Ricevo mail e messaggi dal Brasile, dall'Argentina, dalla Colombia, dall'India, dalle Filippine e dalla Cina. Non è troppo bello? Come potrebbe non mancarmi?

martedì 2 marzo 2010

Notte bianca di lettura

Sono mesi che cerco un libro,non avevo voglia di comprarlo perché è una spesa che in questo periodo è proprio fuori budget, ma una voglia incredibile di leggerlo. Ho sperato di vederlo fra i regali di Natale, non necessariamente fra i miei, anche fra quelli di amici per poter poi chiederlo in prestito; lo ho cercato nelle biblioteche di tutta Genova ma era già prestato e prenotato fino all'estate; l'ho cercato nelle biblioteche in zona in un giorno di pioggia in cui mi è stato detto che lo avevano dato in prestito 2 giorni prima, lo ho sfogliato e letto avidamente qua e là, nei supermercati, in libreria e all'autogrill. Facendo finta di sfogliarlo me leggevo qualche paragrafo qua e là. Ho trovato il primo capitolo pubblicato su internet e me lo sono letto avidamente, ma mi sono dovuta fermare lì. :(
Finché un giorno chattando con G ho scoperto che lui lo aveva e lo ho subito chiesto in prestito.
Ieri sera me lo ha portato! A mezzanotte mi sono messa comoda sul divano e mi sono assorta nella lettura pagina dopo pagina è arrivata l'una, poi le due. Leggevo senza sosta, anche nelle pause per andare in bagno camminavo col libro aperto in mano e continuavo a leggere. Per ore non ho mai distolto lo sguardo dal libro, solo per scrivere due fogli di pensieri che mi erano nati leggendo quelle pagine. Sono arrivate le tre, ho abbandonato il divano e sono andata nel letto. Ma non avevo minimamente sonno, ho continuato a leggere.
Di solito non amo leggere, due soli minuti di lettura per me sono il più potente dei sonniferi. Sarà perché ho sempre associato la lettura ad un obbligo, la scuola, l'università. Ma questo libro ho aspettato talmente tanto e l'ho voluto così tanto che ora non mi sembrava vero di averlo in mano ( e non di star "rubando" una lettura di nascosto) che me lo sono proprio divorato!
Sono arrivate le 4, poi le 5 e il sonno non si faceva minimamente sentire, avevo voglia di andare avanti, di leggerne ancora un pochino.
Alle 6 ho iniziato ad avere un poco di pesantezza alle palpebre, ma ero a pagina 230 e mancavano solo 65 pagine a finire il libro.
Non mi era mai capitato di leggere un libro così, senza pause, senza addormentarmi e rileggere le stesse identiche righe qualche sera dopo, e magari le stesse righe ancora una terza volta perché non mi ricordavo a che punto fossi arrivata. Un libro letto tutto di un fiato è una storia completa. Un letto come li leggo io di solito è un insieme di flashbacks, di ripetizioni e di dimenticanze.
Ho continuato a leggere, il sonno è di nuovo passato. Sono arrivata alla fine del libro dopo aver riso, aver pianto e aver paragonato con il mio vissuto un'infinità di frasi, descrizioni e sensazioni che leggevo.
Ho chiuso il libro, l'ho appoggiato sul comodino, sono andata in bagno senza accendere la luce perché era già giorno, ho sentito gli uccellini cinguettare, ho aperto la finestra e guardato le vie illuminate dai lampioni che ormai accesi non servivano più. Ho pensato a chi si stava svegliando per andare a lavorare. Sono andata in camera e ho mandato un messaggio "Ho letto tutta la notte, ho finito il libro. Tutto d'un fiato. Grazie. Ora vado a dormire".
Sono le 7 di mattina, spengo la luce.

Ah, il libro in questione era "il tempo che vorrei" di Fabio Volo, li ho letto tutti i suoi libri, sì, e non pensate che sia banale, o meglio, forse lo è, scrive in maniera semplice e racconta cose normalissime. Sì, è facile accalappiarsi il favore del pubblico scrivendo storie semplici in cui chiunque possa ritrovare un po' di se stesso, ma, meglio per lui!! Credo sia proprio per questo che mi piace così tanto. Mi piace vedere come esprime certi concetti, mi piacciono tante metafore che trova. E' perfetta quella della maglietta bagnata che ti si appiccica alla pelle! Perfetta!!

mercoledì 24 febbraio 2010

lunedì 22 febbraio 2010

Paola ha stretto amicizia con...

Giornata scazzo-uggiosa a Genova, aspetto sera per incontrare Gigi che esce da un corso negli uffici Costa. Non lo vedo da tanto tempo, eravamo imbarcati insieme su classica,al mio secondo imbarco, quello con il miglior team di sempre.
Gigi è una persona riflessiva, incredibilmente solare, positiva e "minchiona"; con lui puoi parlare delle cose più profonde e intervallarle con scemate e prese in giro ma comunque alla fine del discorso ti lascia sempre nuovi pensieri e sensazioni.
Oggi abbiamo un pò di tempo libero io e lui prima di incontrare altri suoi amici e io voglio parlargli di un sacco di cose, ma ancor più voglio farmiraccontare da lui.. i suoi 13 mesi di viaggio intorno al mondo!
"Come si prepara uno zaino prima di partire per il giro del mondo? Hai mai avuto momenti di paura? C'è un posto che proprio non ti è piaciuto? E ce n'è uno che ti è piaciuto maggiormente?" e, molto più veniale ma sicuramente utile: "Quanto ti è costato il giro del mondo?"
Queste sono le domande che gli ho fatto, probabilmente domande stupide rispetto a tutto quello di cui si potrebbe parlare, ma ne faccio poche e mirate, giusto per soddisfare qualche mia curiosità... il motivo è che..
"Allora, ci devi parlare del tuo viaggio! Si, lo immaginoche non si possa raccontare. E' un pò come quando torni da un imbarco e ti chiedono -che ci racconti?- e tu alzi le spalle perchè.. come si fa a dire?!?" Bravissima Adria che hai espresso il mio concetto!
Adria è una ragazza che era a bordo con noi, ci ha raggiunti al porto antico insieme con una amica. Sono proprio felice di rivederla, con lei avevo perso i contatti e nemmeno sapevo che fosse di Genova!
Ci sediamo in un bar sottoripa per un aperitivo, ci raggiunge un'altra coppia di amici di Gigi, anche loro hanno lavorato sulle navi come animatori Teen, iniziamo a ridere e scherzare coem se ci conoscessimo tutti da una vita, c'è qualcosa di grande che ci unisce e ovviamente parliamo di navi, imbarchi, porti, personaggi e aneddoti comuni.
Arrivano le 21, andiamo a recuperare Katia, un'altra ragazza che lavora per Costa e poi ci infiliamo nei vicoli e arriviamo al ristorante messicano di via Pre.
Nonostante il mio timore per le cose piccanti trovo facilmente qualcosa che mi piaccia e fra un piatto di tacos e uno di nachos, la serata scorre parlando di argomenti vari e di vita da marinai. I viaggi bene o male sono sempre al centro dei nostri discorsi e ovviamente per me, argomento migliore non esiste!
Sono contentissima di aver parlato un pò di nave perchè, come dice anche Adria, a bordo nessuno parla della vita di casa e a casa non parli mai a nessuno della vita di bordo perchè non capirebbero. Mi ci voleva, ma mi crea una grande malinconia. Mi manca tanto la nave, ma mi rendo conto che è così per tutti.
Finiamo la cena e terminiamo la serata,rinunciamo al caffè a casa di Adria perchè qualcuno deve andare a dormire presto, altri hanno un viaggio in macchina da fare..e io devo incamminarmi verso il treno.
Ci salutiamo velocemente sotto la pioggia, Kati ami accompagna in macchina, mi fermo nella Hall del suo albergo per le ultime chiacchiere e una camomilla e poi corro al mio treno.
Grazie Gigi per questa piacevolissima serata!!!

martedì 9 febbraio 2010

Giornata sfigata

.. il telefono squilla alle 9 di mattina (si, ieri ho fatto tardi giocando al computer!), è la mamma, ha bisogno della macchina per le 9.30 “e nel frattempo se riesci fai un po’ di benzina!”. Cazzeggio ancora 5 minuti nel letto, anche per ambientarmi e realizzare che mi devo alzare. Poi mi preparo, mi lavo, rifaccio il letto e sistemo il casino della sera precedente (perché mi è stato detto che devo lasciare sempre tutto ben in ordine). Esco di casa, chiusura, cancello, manovre varie. Arrivo dal benzinaio e sto 10 minuti nel casino e in un bordello di macchine, perdo un po’ la pazienza ma aspetto. Quando sto per potermi muovere, squilla il cellulare nello zaino, sul sedile posteriore. Mi incastro, mi allungo, mi contorco e recupero il cellulare: è la mamma. Rispondo e cerco di avvisare che la causa del ritardo è il traffico ma..cade la linea. E’ il mio turno, mi avvicino ed il benzinaio alza l’indice e mi fa cenno “no, passa dopo!”. Uhhm, benissimo!
Trovo la mamma che mi viene incontro lungo la strada, e mi smadonna dietro perché è tardi. Scendo alla svelta, le lascio la macchina e mi faccio l’ultimo pezzetto di strada a piedi per smaltire l’arrabbiatura.
Stamattina devo andare ad informa giovani per chiedere delle info che vorrei avere entro domani, ma prima mi serve un mezzo per muovermi.
Il motorino non funziona ed è fermo da quasi 2 mesi, ma ieri ho comprato la candela nuova così sistemo il problema.
Apro la sella e trovo il mio adorato casco completamente pieno di muffa (l’ultima volta avevo beccato un bel po’ di pioggia!), cambio la candela, ovviamente facendomi male a un dito che si è congelato per il freddo.. provo più volte a far partire il motorino ma..niente!
Rinuncio e decido di fermarmi a casa e rinviare l’informagiovani al pomeriggio. Per pranzo mi passano a prendere i miei e andiamo a mangiar fuori (e questa la nota positiva della giornata).
Torniamo a prendere la macchina della mamma e mi offro di recuperarla io (così almeno posso andare all’informagiovani e poi tornare a casa). Come ringraziamento vinco l’incarico di andare a pagare una bolletta in posta. L’ufficio secondario ovviamente alle 15 è chiuso, così devo andare a quello centrale, aspetto una mezz’ora e finalmente è il mio turno. L’informagiovani ovviamente è chiuso e apre alle 16.30. Inganno il tempo entrando nella biblioteca della terza età e cercando una guida della Liguria, che non c’è! Mi faccio intortare per un po’ dalle gentilissime vecchiette e poi vado all’ufficio che è ancora chiuso.
10 minuti di attesa in compagnia di una decina di extracomunitari e arriva il mio turno! Chiedo informazioni e mi dicono che .. devo rivolgermi ad un altro ufficio!!! Inutile attesa! Ed entro domani non avrò le informazioni di cui avevo bisogno!
Torno verso casa quando all’improvviso sento un rombo potentissimo. Penso subito al peggio! Accosto, scendo dalla macchina e controllo, proprio come temevo! Marmitta stoccata a metà che penzola e gratta per terra. Porto la macchina al meccanico e faccio un salto alla casa giù. Chiamo casa (su) ma nessuno può venirmi a prendere. Mi fermerei direttamente a passare qui la serata ma il cellulare è scarico. Così vado verso casa a piedi, fa veramente freddo e ho la pancia piena da morire per il pranzo . Per fortuna per le ultime centinaia di metri trovo il passaggio di Silvia. Anche l’altra loro macchina è rotta, domani dovrebbero portarla dal meccanico ma non sanno chi portarla giù.
Vado a casa e velocissimamente mi preparo perché nel frattempo ho appuntamento mezz’ora dopo dalla casa giù per andare a mangiare una pizza con un amico. Mi preparo velocissima, aggiorno i miei sull’accaduto, rispondo a due mail, recupero la roba che mi servirà domani a Genova e chiamo mio fratello e Silvia per avvisare che la macchina loro la porto giù io.
E’ tardi, esco alla svelta e vado a recuperare la macchina, fa veramente freddo e per fare alla svelta sono uscita senza mettermi la giacca, nei 3 minuti di camminata mi becco la tosse!
Recupero le chiavi la macchina non mi parte!! E’ tardiii! Cerco di avvisare del mio ritardo per telefono ma non ottengo risposta! Intanto avviso Alberto che la macchina non parte e col suo aiuto la macchina finalmente parte!

Arrivo all’appuntamento davanti casa giù e .. il mio amico si era dimenticato di avere già una cena in programma. Apprezzo tantissimo l’invito ma declino e salgo in casa decisa a non sfidare oltre la sorte di questa giornata. Lascio la giacca in ingresso, butto sulla sedia lo zaino con la roba per domani e mi cade l’occhio sulle mie scarpe. Sono diverse!!! Sono uscita di fretta e ho messo le scarpe diverse l’una dall’altra!
Domani andrò in università e a teatro con le scarpe diverse. Simili, ma diverse!
…ormai la giornata è andata così, mi metto a ridere da sola!

Ora sono sul divano e mi guardo Zelig mentre aspetto che questa giornata sfigata abbia fine!